Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è infelice a modo suo” inizia così Anna Karenina, e potrebbe essere l'incipit della storia di tantissime famiglie italiane del dopo guerra. La lotta per tornare alla normalità, la voglia di ricreare qualcosa dalle ceneri.

Bene quella di cui vi parlo oggi è una famiglia felice. È iniziato tutto con una storia semplice della provincia a sud di Roma, la storia di un amore che si è trasformato in una famiglia e ha creato un'azienda agricola a conduzione familiare.

È iniziato tutto con Nena e Neno. Si sono innamorati fra la prima e la seconda guerra mondiale, si sono sposati, hanno avuto dei figli, hanno avuto dispiaceri grossi, enormi gioie. Ma hanno sempre lottato, hanno sofferto la fame, si sono sacrificati, ma portandosi sempre dentro un progetto, un sogno. Nel frattempo hanno perso un figlio, ma ne hanno avuti altri tre.

Nei primi anni 60' il sogno diventa realtà. Firmando cambiali per circa quarant'anni, acquistano il Podere Copelaro. Ma le cambiali non sono un problema, Nena risparmia ogni centesimo e riesce a pagare tutte le scadenze a fine mese.

Dopo qualche anno, nel 1969, a soli 50 anni, il suo amato Neno muore, lasciandola sola con i figli e un Podere da coltivare. Ma Nena, va avanti, trasforma il dolore in qualcosa di costruttivo e insieme ai figli continuano il lavoro nei terreni, trasformando il podere in un'azienda importante. Nel 2011 Nena muore, ma il suo lavoro continua ancora oggi.

«Noi, figli e nipoti siamo rimasti e continuano a tramandare questo amore per l'azienda» ci racconta Viviana Agnoni, nipote di Nena, che spiega: « Il 70% di chi lavora da noi fa parte della famiglia, siamo io e i miei cugini, i miei zii. Ci teniamo molto, infatti quando partecipiamo ad eventi come fiere o degustazioni, cerchiamo di avere i nostri tempi, perché è importante che uno della nostra famiglia sia presente a raccontare i nostri prodotti. La nostra azienda è un prodotto che va spiegato e non possiamo lasciarlo fare ad un esterno». Effettivamente sarebbe difficile far spiegare ad un estraneo una “ricetta di famiglia”. «Le nostre produzioni sono le ricette dei nostri nonni, Nena e Neno, sono le loro ricette tradizionali che non sono cambiate come il carciofo romano, i fagottini di melanzane o di zucchine e ancora i peperoni gialli e rossi alla brace. Certo noi sperimentiamo metodi nuovi, ammodernamenti, ma senza mai stravolgere». Quello dell'innovazione senza alterare la natura è un tema importante per gli Agnoni, infatti Viviana continua:« il segreto delle grandi ricette è non stravolgere la tradizione, realizzando sempre lavorazioni sane, senza aggiungere mai coloranti o additivi. Per esempio, noi abbiamo sempre lavorato il carciofo romano, poi ci siamo resi conto che a Roma il carciofo si mangia con il gambo e allora abbiamo deciso di proporlo. Oggi il carciofo romano con il gambo è la nostra punta di diamante». Sono lavorazioni lunghe, che le casalinghe di un tempo facevano, ma che oggi non abbiamo più tempo di fare, per questo gli Ortaggi Sott'olio di Agnoni hanno tanto successo. Ma non mancano nuove idee e sperimentazioni nuove, racconta Viviana Agnoni :«una nuova ricetta sono le cipolle balsamiche, è una sperimentazione che abbiamo fatto su richiesta dei nostri clienti. Ormai abbiamo l'usanza di sperimentare aiutati dai nostri clienti».

Una tradizione di famiglia quella degli Agnoni, un avvicinamento e un attaccamento all'azienda di famiglia che avviene in maniere naturale e mai forzata. «Io sono nata e cresciuta nell'agricoltura- racconta Viviana- con i miei cugini siamo cresciuti in mezzo alla natura. Nel periodo della vendemmia andavamo in campagna e mangiavamo la minestra con il pane sotto o il pane con la fettina. Ricette perdute, che fanno solo poche trattorie. Da piccola giravo per l'azienda con la bicicletta, a 17 anni facevo le fiere e le degustazioni con i miei parenti, lo facevo perché volevo farlo, mai forzata. Ho avuto la possibilità di studiare, stavo prendendo un'altra strada, ma poi sono tornata, perché qui ognuno di noi ha un ruolo e fa qualcosa di importante per l'azienda e quando si realizza porta una soddisfazione tripla». Oggi gli Agnoni sono arrivati alla terza generazione e la quarta sta per affacciarsi. Insomma una storia di famiglia di cui Nena e Neno potranno essere soddisfatti.