Meno impegnativo di un fidanzato, più sano di un antidepressivo, più affidabile di un cane, non c'è nulla di paragonabile al cioccolato.
Molti dicono che faccia male, che faccia venire i brufoli o il mal di pancia. Menzogne! Solo menzogne!
Il cioccolato fa bene, ci rende felici e non fa ingrassare. Questo sarà il nostro nuovo motto.
Ma fate attenzione, questo discorso vale solo ed esclusivamente per il cioccolato fondente.
Si perché, come ben sapete, la barretta di cioccolato che spesso sgranocchiate di nascosto è costituita da pasta di cacao, cacao in polvere, zucchero e burro di cacao. In commercio ne esistono numerose varietà differenti non solo per gusto, forma e fantasia di ingredienti, ma anche per la qualità di semi di cacao, a seconda del procedimento di lavorazione.
Se pensavate che uno vale l'altro vi sbagliate di grosso, un buon cioccolato è costoso, fragrante e si scioglie in bocca.
Il cioccolato, quello serio, quello vero, apporta circa 500 o 600 Kcal per 100 grammi di prodotto, perciò è sempre stato considerato un alimento di elevato valore energetico con un buon grado di assimilazione, perché fra i componenti c'è anche la teobromina, una sostanza che ha proprietà simili a quelle della caffeina. La feniletilamina, invece, agisce sui centri umorali del nostro cervello, stimola i ricettori della serotonina, il così detto ormone del benessere, generando la sensazione di buonumore. Ma non è così facile, per tirarci su, insomma donarci la felicità, dovremmo assumere una dose massiccia di feniletilamina, ma una barretta di cioccolato non ne contiene così tanta. Secondo uno studio dell'Università di Cambridge: “Il vero segreto del cioccolato starebbe nel buon sapore e nella speciale “combinazione” di sostanze che contiene, non tanto nel loro quantitativo. Il cioccolato racchiude quindi un particolare “equilibrio” di sostanze, una miscela unica di componenti in grado di “attivare” i nostri centri del piacere nel modo giusto”. Per dirlo in maniera potabile, ha un effetto placebo!
Ma da dove viene questo nettare degli dei?
I maggiori produttori al mondo di semi di cacao sono paesi africani: prima fra tutti la Costa d'Avorio, poi Ghana, Nigeria e Camerun. Seguiti dai paesi asiatici come Indonesia, Papua Nuova Guinea e Malesia. Infine Ecuador e Brasile in America Latina, proprio dove il cacao è stato scoperto e, tramite Cristoforo Colombo, importato nella vecchia e golosa Europa.
I primi agricoltori a coltivare la pianta del cacao furono i Maya, duemila anni prima della scoperta dell'America. Lo adoperavano come bevanda. Facevano tostare le fave di cacao, le macinavano e ottenevano una pasta alla quale aggiungevano vaniglia, cannella e acqua.
In Europa arrivò solo nel '500 alla corte di Carlo V di Spagna. Ma il primo cioccolato da masticare apparve a Londra nel 1647.
Solo nel XVII secolo alcuni cioccolatieri di Venezia, Firenze e Torino divennero talmente esperti nell'arte di preparare il cacao da esportare in tutta Europa.
La prima produzione industriale, invece, venne ideata e messa in opera nel 1777 a Barcellona. Ma parliamo ancora di cioccolato fondente, perché il primo cioccolato al latte fu creato in Svizzera intorno al 1875. Da lì non si è capito più nulla.
In Italia la più antica fabbrica di cioccolato si trova in Sicilia e produce artigianalmente il cioccolato Modicano, uno dei più preziosi d'Europa. Durante la dominazione in Sicilia, gli spagnoli introdussero la lavorazione del cioccolato così come l'avevano appresa dagli Aztechi. Questo cioccolato non è mai passato alla fase industriale ed è rimasto immutato nei secoli.
Il Medioevo del cioccolato sono stati gli anni settanta. Un crollo di popolarità pauroso: il cioccolato era ritenuto il responsabile di aumento di peso, colesterolo, carie. Fu bollato come pericoloso.
Un mito sfatato dai nutrizionisti che consigliano di inserire il cioccolato fondente nella dieta quotidiana senza però abusarne. Il coccolato soddisfa il palato, aiuta chi soffre di pressione bassa e alza i livelli di potassio. Aiuta i soggetti anemici grazie alla buona percentuale di ferro, aumenta l'insulina. Deve essere mangiato dai bambini dopo i 2 o 3 anni per i suoi effetti benefici, anche perché non provoca problemi di digestione.
Perciò evviva il cioccolato! Evviva il Re!