Milano 30°, Roma 34°, Torino 33°, luglio col bene che ti voglio, invece dell'amore ha portato il caldo torrido e umido. Voi siete ancora in ufficio, davanti allo schermo del PC, mentre la vostra schiscetta vi guarda triste, ripiena solo di insalata?

È il momento giusto per sognare le ferie!

Immaginate la spiaggia di Santa Maria di Leuca, le acque azzurre del Salento, il sole che vi bacia la pelle, il profumo di seppie arrostite... che fame!

Dove andiamo a mangiare? Ci vorrebbe uno di quei ristorantini con cucina tipica salentina, dove si mangia pesce fresco, all'ombra di un pergolato, mentre il vinello fresco scende come acqua. Ecco a voi qualche suggerimento.

Siamo a Santa Maria di Leuca, quindi, il posto che fa per noi è il Lupo di mare, una caletta in mezzo al mare dove mangiare la frittura di pesce, allietati dalla simpatia del proprietario e del suo cane.

Se non siete sazi di pesce, ci sarebbe l'Osteria Terra Masci. Un giardino tipico del Salento e una cucina con un unico motto: “il pesce dopo tre giorni puzza, l'ospite mai”. Così il menù cambia continuamente a seconda del pesce a disposizione. Un suggerimento? Gli spaghetti ai ricci di mare.

Sul lungo mare di Santa Maria di Leuca c'è il mercato la domenica. Vi consiglio di fare una passeggiata, potreste scoprire la bancarella che prepara, anzi frigge le “pittule” in ogni modo, anche con la nutella.

A 10 chilometri dalla punta più a sud della Puglia, c'è Torre Vado, un angolo di paradiso, o meglio le Maldive del Salento. Oltre ad un mare da trasecolare, c'è uno stabilimento balneare, Lido Venere, dove potrete mangiare ottime insalate di mare agli agrumi, pesce cotto alla brace, mentre avete ancora i capelli bagnati di sale.

Avete voglia di carne? Vi piacciono i pezzetti di cavallo piccanti? Bene, saliamo in macchina, accendiamo l'aria condizionata e partiamo in direzione Ruffano, vicino a Gallipoli. “Mangia Mangia” è una trattoria dove poter gustare i sapori tipici dell'entroterra salentino, come la carne di cavallo, il pane cotto alla pietra e la pasta fatta in casa.

Lì vicino a Taurisano c'è una piccola locanda a conduzione familiare, l'Osteria del Melograno. Nel cento storico del paese, volte a stella e il pavimento originale dell'epoca romana, vi prenderà per la gola, con “pittule”, “gnommareddhi” e trippa.

A Gallipoli potremmo andare alla “Friggitoria”, un chioschetto sul lungo mare. Qui totani, calamari e gamberi non hanno scampo, impastellati e fritti. Il posto è alla buona, ma la frittura è ottima.

Ora possiamo tornare sul mare a Otranto. Andiamo da Umberto, un ristorantino dove mangiare pesce crudo appena pescato, risotto all'acqua di mare, ma soprattutto approfittate della immensa cantina del proprietario per sorseggiare un buon vino, ovviamente salentino.

Bene, è ora di ritornare alla realtà. Niente vacanza, niente mare, niente Salento, niente crudo di pesce, manco una cozza. Vi tocca la vostra insalata triste che vi siete portati da casa.

Ma state tranquilli, grazie a Dio esportano anche i Salentini!

Se siete a Roma, stasera potreste andare a mangiare da Seacook, in via del Porto Fluviale, fra Ostiense e Testaccio. Da qualche mese è nato un paradiso salentino. Vetrine da cui si può vedere il pesce fresco, pumi ovunque e aria di mare. Potrete gustare il carciofo ripieno di gamberetti, o degli spaghetti con le vongole che vi faranno dimenticare di trovarvi ancora nella capitale.

Se invece siete a Milano, in via Solferino, potreste andare a mangiare da “i Salentini”. Qui hanno una sola filosofia: “autenticità e tradizione”. Ma hanno anche l'olio buono del Salento, i gamberoni di Gallipoli, le verdure selvatiche come la paparina e le fave bianche che si sposano con la cicoria.

E poi pasticciotto, spumone, insomma tutto.

L'unico problema è lo smarrimento. Uscendo ricordate che siete ancora a Milano e non a Gallipoli.