C’è un giorno all’anno in cui il pranzo assume le sembianze di un sequestro di persona, c’è un giorno l’anno che i nutrizionisti segnano con il nero sul calendario, c’è un giorno dell’anno in cui mamme, zie e nonne cucinano in quantità industriale e ci ingozzano come avrebbe fatto la strega di Hansel e Gretel prima di papparseli. Questo giorno fatidico è oggi, il 25 dicembre, il giorno di Natale. A proposito auguri a tutti foodier!

Come si sopravvive al pranzo vi chiederete, ogni volta rotoliamo via ubriachi senza possibilità di salvezza e certi che non mangeremo per almeno due giorni. Tanto lo sappiamo che il giorno dopo, a Santo Stefano, ricominceremo a banchettare come se nulla fosse accaduto.

Considerate che il disagio non è solo alimentare, non ve la caverete con un bruciore di stomaco. Vi sentite veramente pronti a stare seduti attorno al banchetto natalizio per 7 o 8 ore, chiusi in cattività come animali allo zoo, insieme a tutti i vostri parenti? Il problema è soprattutto psicologico, così eccovi una piccola guida di sopravvivenza al pranzo di Natale.

  1. I nostri nonni erano avvezzi a digiunare il giorno della vigilia. Lo facevano per precetto, per fede. Non mangiavano durante il giorno, oppure evitavano la carne, per poi consumare una cena leggera di vigilia, spesso a base di pesce.

Non bisogna sottovalutare la tesi che lo facessero per preservare la specie! Magari oltre al precetto c’era un atto di inconsapevole prevenzione. Ma immagino che per questo punto ormai sia tardi, ad ogni modo tenetene conto il prossimo anno.

  1. La mattina di Natale potremmo iniziarla con una bella tisana rilassante! Sì, al posto del latte e caffè.

Per prima cosa sceglierei qualcosa che ci aiuti a sgonfiarci, così per portarci avanti con il lavoro e oltretutto potremmo arrivare rilassati a un pranzo in famiglia, che spesso non ha nulla di rilassante. Un tè verde potrebbe essere caldo e rifocillante, concedendoci qualche biscottino a forma di abete ma meglio non esagerare. Se ne gradite il gusto, anche una tisana all’ortica potrebbe essere utile e drenante, potreste addirittura preparane una in casa. Basta fare un salto in erboristeria: 2 cucchiaini per tazza di equiseto, meglio conosciuto come “coda cavallina”, 1 cucchiaino di betulla e 1 di gramigna. Filtrate il tutto e lasciate raffreddare fino a che non sia bevibile.

  1. Una volta a tavola con i vostri parenti assaggiate tutto per educazione, ma non mangiate ogni portata come fosse piatto unico e soprattutto evitate il pane! Se il clima familiare è positivo, divertente e accogliente, potreste anche cercare di limitare l’assunzione di alcol. Se così non fosse sentitevi liberi di alzare il gomito.

  2. Evitate le liti, anche quelle fanno venire il mal di stomaco! Ricordate che a tavola con i parenti è meglio non disquisire su politica, soldi e situazioni sentimentali. Lasciamo l’argomento politico e attualità ai telegiornali, il sociale meglio sorvolarlo potrebbe portare a discussioni non gradevoli. I soldi hanno sempre diviso le famiglie, anche le più felici e affiatate. Le situazioni sentimentali e le domande come “e tu? Quando ti sposi?” sono da tralasciare immediatamente! Zie e mamme sono sempre pronte con critiche su capelli e vestiti, come se non si trovasse un fidanzato decente solo per un taglio di capelli.

  3. Ricordatevi che “per un piatto di lenticchie Esaù si vendette la primogenitura”, se siete avvezzi alle sacre scritture, sapete di cosa sto parlando. In cambio dell’ultima polpetta nel piatto, dell’ultimo pezzetto di formaggio anelato da qualche commensale, in cambio dell’ultima fetta di tronchetto di Natale, potreste guadagnare qualcosa. Non so un favore, un passaggio, una parte di eredità. Siate creativi!

E ricordate: siate zen, sorridete e fate finta di nulla, infondo si festeggia la nascita del bambinello, infondo a Natale siamo tutti più buoni, infondo domani potrete tornare nel solito buco nero in cui il telefono non prende!